Quanto è memorizzabile un logo?

La riflessione che vi propongo risale a un test, del 2019, che rispondeva alla domanda:

Quanto accuratamente ricordiamo i loghi che vediamo quotidianamente?

Il progetto

I creativi del progetto “Branded in Memory” chiesero a 150 persone (ubicate negli Stati Uniti) di disegnare 10 loghi iconici di marche, che vedevano tutti i giorni, in 80 ore di tempo.

Riferendomi ai risultati, trascritti nella pagina del progetto, ritengo che la memorizzazione di un’immagine avvenga tramite alcuni fattori legati alla percezione.
Di conseguenza la domanda corretta è, a mio parere:

quali sono le caratteristiche che riusciamo a percepire e memorizzare?

Il campione di persone ha dimostrato di ricordare il colore del logo, mentre alcune forme sono risultate confuse o assenti.
Ad esempio una persona su 5 ha ritenuto che nel simbolo della Foot Locker (un arbitro con maglietta a righe) ci fosse un cappello, che non c’è.


Vuoi saperne di più sul Logo design?

Qualche dato del test

Tabella riassuntiva di Branded in Memory

Tabella riassuntiva da Branded in Memory

Il 20% delle persone è stata in grado di ricordare, con precisione e aiutati dal nome, di come il simbolo della Apple fosse una mela con un morso sul lato.
L’errore più comune è stato inserire un gambo, assente, per la foglia e il colorare la mela di rosso rispetto al nero.

Il logo dell’Adidas è risultato ben impresso nella memoria ma il colore, nero, ha trovato l’aggiunta di un blu inesistente.
In effetti le confezioni delle calzature, dei prodotti Adidas, sono spesso di colore blu.

Con Burger King si è visto un altro risultato interessante: le persone hanno ricordato la figura di un Re seduto o una corona, mentre i colori sono stati corrispondenti.
Il simbolo del Re è stato eliminato nel 1969 con un’azione di restyling, ma è probabile che la corona sia nata dalla confusione del colore ocra, del panino, che è stato percepito come colore oro.

Starbucks è rimasto quasi fedele alla propria icona effettuando un restyling solo tre volte dal 1971, e ha cambiato il colore (dal marrone al verde) solo una volta.
Con un piccolo margine di errore il 90% delle persone ha ricordato la sirena, del simbolo, e il colore verde.

Il logo che è rimasto maggiormente impresso è stato quello dell’azienda svedese Ikea, comune nel nostro Paese ma molto meno negli Stati Uniti.
L’88% delle persone ha ricordato il lettering composto di soli caratteri maiuscoli, il 41% ha incluso anche l’ovale dietro al marchio.

Cosa percepiamo meglio?

Il test ha dimostrato che la maggior parte delle persone percepisce e memorizza bene i colori mentre, per le forme, i disegni più corrispondenti sono stati quelli dei brand che utilizzano lo stesso logo da maggior tempo.
Il test ha inoltre dimostrato di come i giovani restino più influenzati, dal brand, rispetto gli anziani.

“Vediamo ma non osserviamo”
[Sherlock Holmes]

Gli occhi mentono

La frase che, similmente, ribadisco spesso è di come tendiamo a fidarci del nostro sguardo mentre gli occhi mentono, lasciandoci convinzioni inesistenti.
Un esempio è l’inganno del perimetro di un piano inclinato, in prospettiva, che invece sembra retto.

Proviamo, allora, a testare la nostra memoria rispondendo al quesito che chiude il progetto:

“Di che colore è la seconda lettera nel logo di Google?”

Mentre la domanda che io vi porgo è: quanto è impattante, nella memoria delle persone, il logo della vostra attività?

Il vostro è un logo memorizzabile?

Se vi è piaciuto questo articolo tornate a trovarmi!
Baci, baci!


Visiona la pagina sul Logo design

Condividi con amore